Questo viaggio risale a ben 4 anni fa e mi è venuta voglia di rispolverarlo, spero che scrivendo piano piano mi rivengano in mente tutti quei dettagli che nel cuore ancora sono belli vivi!
Oggi vi voglio parlare dei tre giorni trascorsi nelle montagne del nord del Vietnam, tra risaie, ruscelli, paesini nascosti tra i boschi di bamboo e nebbia.

Innanzitutto, come raggiungere Sapa e i paesi delle montagne del nord?
E’ bene appoggiarsi ad una agenzia di viaggio locale per organizzare i trekking e le visite?
Se avete imparato un po’ a conoscerci avrete capito che non siamo viaggiatori di gruppo e non ci piace farci organizzare le giornate; ma dopo aver studiato per mesi online prima della partenza mi sono resa conto che questa volta avremmo dovuto fare un’eccezione. E devo dire che è stata la soluzione perfetta!
Ci siamo affidati ad un’agenzia locale che lavora in modo etico, dando appunto lavoro alle persone del luogo, la Ethnic Travel e non potevamo fare scelta migliore!
Siamo partiti con il treno notturno da Hanoi, “dormendo” in cuccette insieme a due viaggiatori inglesi, perfetto per fare amicizia, un po’ meno per riposare😒.
Arrivati a Lao Cai, con un minibus ci portano a Sapa dove possiamo fare una doccia al volo e una ricca colazione a base di 3 uova fritte e baguette.
Ora siamo davvero pronti a partire con il primo giorno di trekking con la nostra favolosa (ed indimenticabile) guida, Lyn, una ragazza H’mong.
Il popolo H’mong è una minoranza etnica delle regioni di confine tra Vietnam e Cina, è un popolo di artigiani e di incredibili coltivatori.
All’interno dell’etnia si distinguono, per i loro vestiti artigianali, in h’mong fiori, h’mong neri, h’mong rossi.
Ecco qui le favolose persone anche abbiamo incontrato nel nostro cammino, sempre pronte a farci un sorriso.












Il primo giorno di trekking si svolge all’insegna delle salite tra la fitta nebbia, pioggia e fango, ma ci riserva anche uno spettacolo molto suggestivo.




Arriviamo finalmente alla homestay di questa notte nel paesino di Giang Ta Chai,
dove ci accolgono con gioia quattro bambini e la loro famiglia pronta a spiegarci qualche segreto della cucina vietnamita.





Neanche a dirlo, stare in homestay è di certo l’esperienza più bella che possiate fare.
Questa notte dormiremo tutti nella stessa stanza con materassi a terra e coperte colorate, non potrei essere più felice 😍
Il secondo giorno di trekking parte con un tiepido sole e le solite 3 uova al tegamino e baguette 🍳🥖.
Oggi altra sfacchinata verso il paese di Su Pan, in mezzo alle terrazze di riso e le foreste di bamboo.




Incontriamo anche una piccola comunità di H’mong rossi che si distinguono per il loro copricapo appunto rosso e capelli rasati.

E anche per oggi la giornata finisce con delle nuove conoscenze in homestay e con una cenetta a base di involtini vietnamiti e omelette con gamberi, e per fortuna, tanta Bia Hoi (birra)😂

Ultimo giorno di escursione, “oggi si cammina poco”, dice Lyn, ma vatti a fidare di una che ha fatto 30 chilometri di salite e discese nel fango con le ciabatte di gomma nei piedi 😂😂
Però oggi mantiene la parola e ci porta a fare il bagno nelle acque gelide di un fiume; ora siamo davvero in basso rispetto a Sapa, si vede dalla vegetazione, ci sono meno boschi e più risaie.




Cosa ho portato con me di questi 3 giorni?
Senza dubbio i sorrisi e l’accoglienza delle persone (ma questo vale per tutto il Vietnam), un rapporto intimo con la natura e nuove amicizie “europee” con cui ancora oggi manteniamo i rapporti!
Alla prossima con un nuovo racconto di questo incredibile paese!
































































































