Mi era rimasto il pallino dal giorno prima…mi sono svegliata alle 7 solo con un pensiero: ora mi butto in quel mare che sembra un lago!

Lo so, sembra incredibile, ma ci sono 30 gradi di giorno, il sole scotta fino alle 9 di sera… e io che ho riempito le valigie di maglioni e piumini 😅!
Kanelbullar a colazione e si parte, finalmente tra pochi chilometri si varca il confine…Norvegia arriviamo!!
Oslo è stata un punto interrogativo da sempre in questo viaggio, avevamo sentito pareri contrastanti, ma si trova proprio di strada quindi direi che merita una sosta.
Ci sistemiamo nel camping fuori città (45€ a notte , benvenuti in Norvegia!) e dopo pranzo prendiamo il bus per il centro.
La prima impressione non é delle migliori, non é che sia brutta ma me l’aspettavo totalmente diversa. Le vie principali sono sporche, con negozi banali e poco interessanti, parecchi senzatetto in giro. Arriviamo al porto per vedere il famoso “iceberg”, l’ Opera & Ballett, che si affaccia sul porto gremito di enormi navi da crociera .

Saliamo sul tetto per ammirare il panorama: alla nostra sinistra il nuovo lungomare pieno di norvegesi spiaggiati a godersi questi insoliti 32 gradi e dietro di noi il cosiddetto “barcode”, una schiera di edifici ultramoderni progettati a blocchi proprio per dare l’idea del codice a barre.
Girovagando nella zona ci ritroviamo in una sorta di “sagra hipster”: streetfood, amache, sgabelli fatti con i tronchi, palchi per concerti dal vivo. Tutte le strutture in legno richiamano la forma delle casette norvegesi e l’aria che si respira è proprio quella che piace a noi… vuoi non fermarti a bere una birra?http://Www.salted.no

Decidiamo di attraversare tutto il quartiere moderno per andare a cena in un locale consigliato dalla Lonely Planet. Marco mi fa notare ogni minimo dettaglio architettonico degli edifici, dice che sono veri e propri esercizi di stile, sperimentano le più contemporanee soluzioni … tutte tesi di laurea in pratica!

Brutus, così si chiama il locale dove ceniamo, è un piccolo bistrot dall’aspetto industriale gestito da 3 ragazzoni baffuti ma molto gentili😂. Assaggiamo ostriche selvagge, alette di anatra arrosto con rafano, insalata di patate con baccalà e angelica e gelato di rabarbaro, tutto molto buono e carissimo!

Prima di andare a dormire ragioniamo su quanto questa città ci è sembrata piena di contrasti e poco nordica…domani si torna in mezzo alla natura!
Km fatti 299
